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Costituzione SAS: costi, capitale minimo e adempimenti

La società in accomandita semplice è l’unica società di persone in cui un socio può investire capitale senza rischiare il patrimonio personale. È questa asimmetria, disciplinata dagli articoli 2313-2324 del Codice civile, il vero motivo per cui la si sceglie: da una parte gli accomandatari, che gestiscono e rispondono illimitatamente dei debiti sociali; dall’altra gli accomandanti, che rispondono solo per la quota conferita ma devono restare fuori dalla gestione. La costituzione SAS richiede l’atto notarile, non prevede alcun capitale minimo di legge e nel 2026 costa complessivamente tra 1.700 e 2.900 euro. Vediamo chi rischia cosa, quanto si spende voce per voce e quali adempimenti seguono la firma dell’atto.

Accomandatari e accomandanti: due ruoli, due responsabilità

L’art. 2313 c.c. impone che nella SAS coesistano sempre le due categorie di soci. I soci accomandatari amministrano la società e rispondono solidalmente e illimitatamente delle obbligazioni sociali: se il patrimonio della società non basta, i creditori possono aggredire i loro beni personali. I soci accomandanti sono obbligati solo nei limiti della quota conferita, ma il prezzo di questa protezione è il divieto di immistione previsto dall’art. 2320 c.c.: non possono compiere atti di amministrazione, né trattare o concludere affari in nome della società, se non in forza di una procura speciale per singoli affari.

La sanzione per chi sconfina è pesante. L’accomandante che si ingerisce nella gestione assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali, non solo per quelle nate dall’atto compiuto, e può essere escluso dalla società. Il confine però non è una gabbia: l’accomandante può prestare la propria opera sotto la direzione degli amministratori, esprimere pareri e autorizzazioni per determinate operazioni se l’atto costitutivo lo prevede, consultare libri e documenti sociali e ricevere ogni anno il bilancio per controllarne l’esattezza.

Questa architettura rende la SAS adatta a scenari precisi. Il classico è l’impresa familiare in cui i genitori conferiscono capitale come accomandanti e un figlio gestisce come accomandatario; oppure il finanziatore che crede nel progetto ma non vuole né gestire né esporre il proprio patrimonio. Se invece tutti i soci intendono partecipare attivamente alla gestione, la SAS perde la sua ragione d’essere e conviene guardare ad altre forme.

Quanto costa la costituzione di una SAS: la tabella dei costi

Per la SAS non esiste un capitale sociale minimo: la legge non fissa soglie per le società di persone, quindi i soci decidono liberamente quanto conferire in denaro, beni o, per i soli accomandatari, anche in opera. Attenzione però a non confondere capitale minimo con costo zero: l’atto costitutivo richiede il notaio (atto pubblico o scrittura privata autenticata), e le voci di spesa si sommano rapidamente.

Ecco i costi di costituzione aggiornati al 2026, verificati sui tariffari notarili pubblicati da NotaiOnline:

Voce di costo Importo indicativo
Onorario notarile 1.000 – 2.000 €
IVA 22% sull’onorario 220 – 440 €
Imposta di registro 200 €
Imposta di bollo 156 €
Diritti camerali e di segreteria ~120 €
Totale indicativo 1.700 – 2.900 €

L’onorario del notaio è la voce che sposta davvero il totale e dipende dalla complessità dell’atto: patti particolari sulla ripartizione degli utili, conferimenti in natura o clausole di continuazione con gli eredi fanno salire il preventivo. Imposte e diritti sono invece fissi, uguali in tutta Italia. Al conto vanno aggiunti l’eventuale compenso del commercialista per la consulenza fiscale preliminare e la redazione dei patti sociali, in genere tra 300 e 800 euro.

I tempi sono brevi: dalla firma dell’atto all’iscrizione nel Registro delle imprese passano di norma una-due settimane, perché è il notaio stesso a depositare l’atto entro 30 giorni tramite la Comunicazione Unica. Per un quadro comparato delle spese e delle tempistiche di tutte le forme societarie rimandiamo alla guida su costi e tempi della costituzione societaria.

Gli adempimenti dopo l’atto: partita IVA, INPS e PEC

La firma dal notaio non chiude la pratica. Con la Comunicazione Unica vengono gestiti in un solo invio l’iscrizione al Registro delle imprese, l’apertura della partita IVA con la scelta del codice ATECO e, se l’attività parte subito, le posizioni previdenziali e assicurative. Gli accomandatari che lavorano nell’impresa devono iscriversi alla gestione INPS artigiani o commercianti, con i relativi contributi fissi sul minimale (circa 4.500 euro l’anno a testa) più la quota percentuale sul reddito eccedente. Gli accomandanti puri, che si limitano al conferimento, non hanno obblighi previdenziali; se però prestano lavoro nell’impresa vanno inquadrati e assicurati come qualsiasi collaboratore o dipendente.

Restano poi la PEC (domicilio digitale), obbligatoria per tutte le società e da comunicare al Registro delle imprese già in fase di iscrizione, l’eventuale posizione INAIL quando ci sono lavoratori o attività a rischio, e le eventuali SCIA o autorizzazioni di settore da presentare al SUAP del Comune.

Sul piano fiscale la SAS non paga imposte sui redditi in proprio: vale il principio di trasparenza dell’art. 5 del TUIR, per cui il reddito prodotto dalla società è imputato a ciascun socio in proporzione alla quota di partecipazione agli utili, e tassato con l’IRPEF personale indipendentemente dall’effettiva percezione. È un punto da capire bene prima di firmare: il socio paga le imposte sulla sua quota di utile anche se la società decide di non distribuirlo. La società resta invece soggetto passivo IRAP, dove dovuta, e può adottare la contabilità semplificata sotto le soglie di ricavi previste (500.000 euro per i servizi, 800.000 per le altre attività).

Quando scegliere la SAS invece di SNC o SRL

Il criterio di scelta sta tutto nella composizione della compagine. Rispetto alla SNC, dove tutti i soci rispondono illimitatamente e tutti possono amministrare, la SAS ha senso solo se esiste una reale distinzione tra chi gestisce e chi finanzia: costi e adempimenti sono pressoché identici, come si vede nella guida alla costituzione di una SNC con costi e adempimenti, quindi la differenza la fa la struttura dei ruoli, non il portafoglio. Rispetto alla SRL, la SAS costa meno in gestione annua (niente deposito del bilancio, contabilità semplificata possibile) ma protegge solo gli accomandanti: chi amministra resta esposto con il patrimonio personale, mentre nella SRL la responsabilità limitata copre tutti i soci, amministratori compresi.

L’errore da evitare è scegliere la SAS per far figurare come accomandante un socio che poi, nei fatti, gestisce l’impresa: firmare contratti, trattare con i fornitori o impartire direttive fa scattare la responsabilità illimitata ex art. 2320 c.c., vanificando l’unico vantaggio della forma. Se il socio “di capitale” prevede di voler mettere le mani sulla gestione, meglio una SRL fin dall’inizio. Se invece i ruoli sono davvero distinti e destinati a restarlo, la SAS offre responsabilità limitata per chi investe a una frazione dei costi di una società di capitali.

Domande frequenti

Serve un capitale minimo per costituire una SAS?

No, la legge non prevede alcun capitale minimo per la SAS, come per tutte le società di persone. I soci stabiliscono liberamente l’ammontare dei conferimenti nell’atto costitutivo: denaro, beni, crediti o, per i soli accomandatari, prestazioni d’opera. Un capitale simbolico è quindi possibile, ma un capitale coerente con l’attività resta consigliabile per la credibilità verso banche e fornitori.

Un socio accomandante può lavorare nella società?

Sì, l’accomandante può prestare la propria opera nella società, ma solo sotto la direzione degli amministratori, come prevede l’art. 2320 c.c. Non può invece compiere atti di gestione, trattare o concludere affari in nome della società, salvo procura speciale per singoli affari. Se viola il divieto, risponde illimitatamente di tutte le obbligazioni sociali e rischia l’esclusione.

Cosa succede se viene a mancare l’unico accomandatario?

La società ha sei mesi di tempo per sostituirlo, come stabilisce l’art. 2323 c.c.; nel frattempo gli accomandanti nominano un amministratore provvisorio per gli atti di ordinaria amministrazione, senza assumere responsabilità illimitata. Se entro sei mesi la categoria mancante non viene ricostituita, la SAS si scioglie. Lo stesso vale se vengono meno tutti gli accomandanti.

La SAS paga l’IRES?

No, la SAS non è soggetta a IRES. Per il principio di trasparenza fiscale dell’art. 5 del TUIR, il reddito della società viene imputato direttamente ai soci in proporzione alle quote di partecipazione agli utili e tassato con la loro IRPEF, anche se l’utile non viene distribuito. La società versa invece l’IRAP, nelle regioni e nei casi in cui è dovuta.

Si può aprire una SAS online senza notaio?

No, la costituzione di una SAS richiede sempre l’intervento del notaio, con atto pubblico o scrittura privata autenticata, necessario per l’iscrizione nel Registro delle imprese. La procedura online senza notaio esiste solo per le SRL e SRLS con atto standard. Alcuni studi notarili offrono però la stipula a distanza in videoconferenza, che riduce tempi e spostamenti ma non i costi dell’atto.