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Costo del notaio per la costituzione di una SRL: voci e tariffe

Due preventivi per la stessa identica SRL possono distare anche mille euro l’uno dall’altro, ed entrambi essere corretti. Succede perché il costo del notaio per la costituzione di una SRL non è un prezzo unico ma la somma di due componenti molto diverse: l’onorario del professionista, che dal 2012 è libero e negoziabile, e un blocco di imposte e diritti che il notaio si limita ad anticipare allo Stato per conto del cliente, uguale per tutti gli studi d’Italia. Chi confronta i preventivi senza distinguere le due voci finisce per paragonare mele con pere. Vediamo come si forma davvero la parcella, quali cifre aspettarsi nel 2026 e come pretendere un preventivo trasparente.

Perché il costo del notaio per la costituzione di una SRL varia: l’onorario è libero dal 2012

Fino al 2012 gli onorari notarili seguivano un tariffario ministeriale (DM 27 novembre 2001) con minimi e massimi vincolanti. Il decreto liberalizzazioni (DL 1/2012, convertito nella legge 27/2012) ha abrogato le tariffe professionali: da allora ogni notaio fissa il proprio compenso in regime di libera concorrenza. È la ragione per cui la stessa costituzione può costare cifre diverse a Milano e a Catanzaro, o anche tra due studi della stessa via.

Libero non significa però casuale. I range di mercato rilevati da NotaiOnline per il 2026 sono piuttosto stabili:

  • SRL ordinaria: onorario tra 1.500 e 3.000 euro;
  • SNC e SAS: tra 1.000 e 2.000 euro, perché l’atto è più snello e i controlli minori;
  • SPA: tra 2.500 e 5.000 euro, dato il capitale minimo di 50.000 euro e la maggiore complessità di statuto e governance;
  • SRLS: onorario zero se si adotta il modello standard ministeriale senza modifiche e i soci sono tutti persone fisiche, come previsto dall’art. 3 del DL 1/2012.

Il caso della semplificata merita una precisazione: la gratuità vale solo finché lo statuto resta quello tipizzato, non modificabile nemmeno in una virgola. Appena serve una clausola personalizzata si torna alla SRL ordinaria e alle tariffe piene, un fattore da pesare quando si valuta quale tra SRL e SRLS conviene davvero.

Sull’onorario, e solo sull’onorario, si applica l’IVA al 22%: su un compenso di 2.000 euro sono 440 euro in più. Le imposte che il notaio versa allo Stato per conto del cliente non scontano IVA, perché sono anticipazioni escluse dalla base imponibile ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972.

Le imposte che il notaio anticipa e che non sono compenso

La seconda componente della parcella è identica ovunque, perché non dipende dal professionista ma dal fisco. Per una SRL ordinaria le voci fisse sono queste:

  • imposta di registro: 200 euro;
  • imposta di bollo: 156 euro;
  • diritti camerali di iscrizione al Registro delle imprese: circa 120 euro;
  • tassa di concessione governativa per la vidimazione dei libri sociali: 309,87 euro;
  • tassa per l’archivio notarile, di importo contenuto e proporzionale all’atto.

In totale fanno circa 785 euro che escono dal conto del cliente ma non entrano in quello del notaio: lo studio li versa allo Stato e li riaddebita in parcella come partite di giro. È il motivo per cui un preventivo “tutto compreso” da 2.600 euro può nascondere un onorario di appena 1.500: chi giudica caro un notaio guardando il totale spesso sta imputando al professionista soldi destinati all’Erario.

Anche qui la SRLS gode di un regime di favore: l’atto è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria, mentre restano dovuti i 200 euro di registro. Sommando le agevolazioni all’onorario azzerato, una semplificata da modello standard si chiude con poche centinaia di euro complessive. Il quadro completo di tutte le uscite del primo anno, comprese quelle che arrivano dopo l’atto, è ricostruito nella guida ai costi e tempi della costituzione societaria.

Cosa fa variare il preventivo e come chiederlo per iscritto

Dentro i range visti sopra, il posizionamento dipende da fattori concreti che conviene conoscere prima di telefonare allo studio. Il primo è la complessità dello statuto: un atto con clausole di prelazione, drag-along, tag-along, categorie di quote o patti parasociali collegati richiede ore di studio che uno statuto scolastico non richiede. Pesano poi l’entità del capitale sociale, il numero dei soci (più firme, più verifiche antiriciclaggio e di identità) e soprattutto gli eventuali conferimenti in natura: immobili, macchinari o rami d’azienda conferiti al posto del denaro impongono la perizia di stima prevista dall’art. 2465 del codice civile, un costo aggiuntivo che può superare quello del notaio stesso. Incide infine la piazza: gli studi delle grandi città del Nord tendono a stare nella parte alta della forbice, ma la concorrenza è maggiore e lo spazio di negoziazione pure.

Dal 2017 chiedere un preventivo dettagliato non è una cortesia che il notaio concede: è un obbligo di legge. La legge concorrenza 124/2017 impone a tutti i professionisti di comunicare al cliente, in forma scritta o digitale, un preventivo di massima con la misura del compenso e la distinzione tra oneri, spese e contributi. Un preventivo fatto bene deve quindi esporre separatamente l’onorario, l’IVA calcolata solo su quello, le imposte anticipate voce per voce e gli eventuali extra (perizie, traduzioni, copie autentiche). Se arriva una cifra unica senza scomposizione, chiedete il dettaglio: è un diritto, e il modo in cui lo studio risponde dice già molto. Con due o tre preventivi scomposti sul tavolo, il confronto diventa finalmente omogeneo, perché si paragona il solo onorario.

Commercialista e atto in videoconferenza: chi fa cosa e dove si risparmia

Un equivoco frequente è pensare che il commercialista possa sostituire il notaio. Per le società di capitali non può: l’atto costitutivo richiede la forma dell’atto pubblico, e nemmeno la procedura online la elimina. I due professionisti fanno mestieri complementari. Il notaio redige e riceve l’atto, verifica identità e poteri, iscrive la società al Registro delle imprese. Il commercialista cura tutto ciò che sta prima e dopo: la scelta del regime fiscale, l’apertura della partita IVA, la Comunicazione Unica, l’impianto contabile e le eventuali posizioni INPS e INAIL. Il suo compenso per la pratica di avvio è in genere nell’ordine di poche centinaia di euro, spesso assorbito nel canone annuale di tenuta contabilità: conviene chiedere anche a lui un preventivo separato per la sola fase costitutiva, così da non pagare due volte adempimenti che uno dei due professionisti già include.

Dal novembre 2022, grazie al D.lgs 183/2021 che recepisce la direttiva UE 2019/1151, SRL e SRLS con sede in Italia possono essere costituite interamente online, in videoconferenza sulla piattaforma gestita dal Consiglio Nazionale del Notariato, con firma digitale e conferimenti esclusivamente in denaro versati via bonifico sul conto dedicato del notaio. Attenzione però alle aspettative: l’atto informatico non tocca le imposte, che restano identiche, e non impone al notaio un onorario ridotto. Il risparmio vero è di tempo e di trasferte, prezioso quando i soci vivono in città diverse o all’estero; qualche studio pratica sconti sull’atto da remoto, ma è una scelta commerciale, non un effetto della norma. Il criterio operativo, alla fine, è uno: trattate l’onorario, che è negoziabile, non le imposte, che non lo sono, e mettete ogni cifra nero su bianco prima di fissare la data dell’atto.

Domande frequenti

Quanto costa il notaio per aprire una SRLS?

L’onorario notarile per una SRLS è pari a zero se si utilizza il modello standard ministeriale senza modifiche e tutti i soci sono persone fisiche, come stabilito dal DL 1/2012. Restano dovuti i 200 euro di imposta di registro, mentre l’atto è esente da bollo e diritti di segreteria: la costituzione si chiude quindi con poche centinaia di euro.

L’IVA al 22% si paga su tutta la parcella del notaio?

No, l’IVA al 22% si applica soltanto all’onorario del notaio, non alle imposte e ai diritti che lo studio anticipa allo Stato per conto del cliente. Registro, bollo, diritti camerali e tassa di concessione governativa sono anticipazioni escluse dalla base imponibile ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972 e compaiono in parcella senza alcuna maggiorazione.

Si può costituire una SRL senza notaio?

No, per le società di capitali l’atto pubblico notarile è obbligatorio per legge e nemmeno la costituzione online lo elimina: la videoconferenza si svolge comunque davanti a un notaio. L’unica eccezione storica, la procedura senza notaio per le startup innovative, è stata annullata dal Consiglio di Stato nel 2021, chiudendo di fatto quella strada.

Il notaio è obbligato a darmi un preventivo scritto?

Sì, la legge 124/2017 obbliga tutti i professionisti, notai compresi, a fornire un preventivo di massima in forma scritta o digitale con la misura del compenso e la distinzione tra oneri, spese e anticipazioni. Un preventivo corretto espone separatamente onorario, IVA e imposte: se ricevete una cifra unica, potete pretendere il dettaglio voce per voce.

Costituire la SRL online in videoconferenza costa meno?

Non automaticamente: il D.lgs 183/2021 consente l’atto informatico in videoconferenza per SRL e SRLS, ma non riduce le imposte, che restano identiche, né impone onorari più bassi. Il risparmio riguarda tempi e trasferte, utile quando i soci sono in città diverse. Alcuni studi applicano sconti sull’atto da remoto, ma è una loro scelta commerciale.